Chat GPT

“ChatGPT è un modello di linguaggio di generazione automatica sviluppato da OpenAI. Si basa su una rete neurale di tipo Transformer, che è stata addestrata su una vasta quantità di testo proveniente da Internet per imparare a generare testo in modo autonomo. La sua capacità di generare testo è simile a quella di un essere umano e può essere utilizzato per una varietà di scopi, tra cui la generazione di testo in ambito creativo, la generazione di risposte alle domande, la generazione di titoli e sottotitoli e la generazione di testo per chatbot. Grazie ai suoi alti livelli di accuratezza e flessibilità, ChatGPT è una delle tecnologie di generazione di linguaggio più avanzate disponibili al momento.”

Il virgolettato sopra è d’obbligo in quanto ho chiesto alla stessa Intelligenza Artificiale cosa sia e la risposta è spiazzante.

Spiegare cosa sia e cosa possa fare l’IA di Chat GPT è complicato e non certo esaustivo. Puoi chiedere ad esempio cosa vedere a Siracusa:

Ma puoi anche chiedere, se hai solo 2 ore a disposizione e arrivi in treno cosa fare, la risposta sarà sempre diversa.

Ma tra Chat GPT e Google che differenza c’e’? semplicemente Google ti da una serie di risposte mentre Chat GPT te ne da una univoca.

Attenzione però, visto che come dichiarano gli stessi sviluppatori in alcuni casi le risposte potrebbero non essere precise e comunque da un punto di vista temporale non oltre l’anno 2021.

Ma come fare ad usare Chat GPT? basta cercare su Google OpenAI oppure Chat GPT oppure ancora cliccare su questo link registrandosi con una email

Attenzione è tutto gratuito e in beta versione, spesso troverete tutto bloccato in quanto il sito è incapace di gestire i milioni di accessi, io ad esempio ho avuto accesso dopo molti tentativi. Considerate che negli USA a scuola Chat GTP è vietano. Perchè? molto semplice la risposta.

Provate a chiedere alla IA di scrivervi un testo di 500 parole sulla violenza sulle donne

successivamente puoi anche chiedere una sintesi, un riassunto di 100 parole

insomma, siamo ad un punto di non ritorno, in cui la tecnologia può soppiantare alcuni lavori, come un traduttore ma può crearne di nuovi, come i creatori di contenuti.

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