Lezioni di estetica – 2° puntata Arte e contesti

In che cosa consiste, infatti questo fenomeno, se non nella estetizzazione della tecnica e cioè nel venire in chiaro che la tecnica, imponendosi globalmente all’esperienza, la libera ad una dimensione in fondo artistica, ludica, giocosamente creativa-distruttiva?Nel mondo della tecnica, a poco a poco non resta più niente che si sottragga al suo dominio; più precisamente, non resta che il niente cui essa espone, cioè, per esempio, il niente della politica o della religione( fine delle ideologie, fine del sacro, fine del senso della storia). Ma allora la tecnica non può più presentarsi come strumento in vista di uno scopo, dopo aver tolto il soggetto della mediazione: tant’è vero che la potenza di distruzione cui la tecnica arriva ha un carattere finale e nient’affatto strumentale. Essa è per così dire costretta a esibire la propria natura estetica, la propria vocazione ad una produttività che si potrebbe riportare senza forzature a quella spontanea e libera dell’arte


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